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VISITA GUIDATA ALLA CHIESA DI SAN MAURIZIO AL MONASTERO MAGGIORE:
LA CAPPELLA SISTINA DI MILANO

Una chiesa meravigliosa, ma talmente austera al suo esterno che, passeggiando in corso Magenta, quasi non si nota la sua presenza. Nata sui resti delle antiche mura romane e del circo di età imperiale, di cui si conservano oggi vestigia importanti nel giardino retrostante, fu per secoli la chiesa del convento di monache benedettine più esclusivo di Milano, certamente uno dei più ricchi della città e nel quale entravano volentieri le rampolle delle famiglie più in vista. Probabilmente una donazione di una di queste famiglie permise la decorazione della chiesa e del retrocoro, con uno splendore che ci colpisce appena entrati: le pareti sono interamente ricoperte di splendidi affreschi, la maggior parte opera di Bernardino Luini e dei suoi figli, ma anche di artisti del calibro di Foppa, Boltraffio e Peterzano, recentemente restituiti all’originaria bellezza grazie a un meticoloso restauro.
Come mai questa profusione decorativa nella chiesa di un monastero di clausura? E come mai uno scrittore attento alle vicende cortigiane, tale Matteo Bandello, sempre ben informato sugli ultimi pettegolezzi dell’epoca, scrisse nel XVI sec., in una novella di quelle che dilettavano i signori durante le feste «E chi bramasse di veder il volto suo ritratto dal vivo, vada ne la chiesa del Monastero Maggiore, e là dentro la vedrà dipinta» (Novella IV, Parte I)? A chi si riferiva? A una fanciulla chiusa nel convento? A una dama dall’infelice sorte? Quali misteri si celano tra queste variopinte mura? Seguite la nostra visita guidata: soddisferemo tutte queste curiosità e… anche qualcuna in più!

 

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